Laos

Phonsavan

Nuova meta. Phonsavan è una città che si perde tra le montagne e una storia passata per niente bella. È uno dei luoghi in cui hanno gettato più bombe durante la guerra e tuttora ci sono intere aree pericolose con le bombe e le mine rimaste sepolte. 260 milioni di bombe in 9 anni di guerra. Una follia. Hanno decimato la popolazione, specialmente alcune tribù come gli Hmong. La “colpa” fu di sostenere i militari vietnamiti e aiutarli. Così gli americani si sono scagliati contro con tutto l’odio possibile. Sarebbe bello se ora venissero loro a disinnescare tutte le bombe rimaste e che fanno ancora vittime tra la gente.

Visitando il Centro Informazioni UXO potete farvi un’idea della gravità. Ospita fotografie e storie di persone vittime di queste armi. Talvolta i contadini si trovano costretti a seminare campi che potrebbero nascondere dei pericoli ma se vogliono mangiare non hanno scelta. Per maggiori informazioni c’è accanto il Centro Informazioni dei Sopravvissuti e in entrambi potrete vedere dei filmati che raccontano cosa accadde e cosa continua ad accadere.

Vi sono altre cose interessanti da visitare, come la Piana delle Giare di pietra che sono situate in tre siti. Noi abbiamo deciso di visitarne uno perché oltre che vedere le giare abbiamo ammirato il panorama dalla collinetta, possibile solo nei siti 2 e 3. Il sito 1 raccoglie una vasta area di giare. Il sito che abbiamo scelto è stato il 2, comunque per strada sono segnalati, aprite bene gli occhi per vedere i cartelli che non sono molto grandi 😊. Per quanto ci riguarda abbiamo scelto come sempre il fai da te, preferendo affittare uno scooter per soli 12€ al posto di partecipare ai tour che costano 70€ compresi di trasporto a tutti e tre i siti più costo degli ingressi, visita della città antica (ovvero prima dello scoppio della guerra, si possono vedere alcuni reperti), una zuppa per pranzo. Ci sono diverse agenzie a cui rivolgervi se preferite tutto organizzato.

La città antica l’abbiamo visitata pure noi, comprende degli stupa rimasti quasi intatti dopo le bombe, un Budda situato in un tempio che invece è crollato sotto le armi, comunque molto suggestivo e in cui abbiamo fatto delle foto a tre bei bimbi sorridenti che c’erano li 😉 e poi le mura del vecchio ospedale. Vi darà un’idea di ciò che successe qui durante la guerra. Guerra che peraltro è tenuta segreta in quanto non se ne parla e pochi ne sanno qualcosa. A scuola poi non viene proprio nominata. Eppure è una guerra che ha fatto moltissime vittime e continua a mieterne. 😐 Se qualcuno di voi che leggete è insegnante, gli propongo di parlarne a scuola che ne dite? Credo sia un dovere verso questo popolo pacifico che ha solo subìto durante gli anni passati. Tutto ciò si ripercuote sulla situazione di povertà della gente, che badate, non è miseria, è povertà nel senso di una vita frugale con il necessario per vivere. Direi che li vedo più felici di noi occidentali, oggi abbiamo ricevuto tanti sorrisi per strada e tanti saluti soprattutto da parte dei più piccoli. È un popolo solare, sicuramente riservato ma molto cordiale. Avevamo sbagliato strada una volta e siamo finiti in un villaggio sperduto e nonostante non parlassero inglese ci hanno fatto capire che strada prendere. Carinissime le donne! 🌼

Se vi interessa potrete alloggiare direttamente dai laotiani a patto che vi adattiate a mangiare riso tutti i giorni, dormire su un materasso in terra e lavarvi al fiume. Sono esperienze molto belle penso, se avete super spirito di adattamento.

Domani prendiamo il bus per Vientiane la capitale e staremo due giorni. I tratti di strada sono molto lunghi e se sono strade di montagna ancora di più. Ora alloggiano alla guest house Kong Keo che si trova proprio in centro e a due passi dalla stazione dei bus. Soluzioni a poco prezzo e spartane sono le migliori, come sono buonissimi i piatti preparati dalle donne laotiane che incontrate nei ristoranti casalinghi per strada in cui usano erbette deliziose per  preparare le zuppe e il brodo. Stare a contatto coi locali è il miglior modo per capirli e amarli.

Un saluto. 🍉

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3 thoughts on “Phonsavan

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