Nuova Zelanda

Nuove città

Nottata un po agitata inizialmente, soprattutto per me. Essere nel campeggio per la prima volta, solo la natura fuori e le montagne attorno che incutono rispetto, mi ha creato un po di nostalgia di casa…mi chiedevo: che ci faccio qui a dormire in auto? 😢 Sapete, sono quei momenti riflessivi in cui ti trovi sola con te stessa, avevo appena telefonato a casa e mi sentivo così lontana da tutti…anch’io ho le mie fragilità 🍁.

Mattia era più rilassato e ha preso sonno subito, io col problema della cervicale che devo tenere il collo in una giusta posizione, ci ho messo più tempo a calmarmi. Ma comunque ho dormito bene quando ho preso sonno e mi sono svegliata alle 6 di mattina, perché con l’entusiasmo nelle vene è difficile dormire a lungo. Sapevo che la giornata sarebbe stata intensa e i kilometri tanti. Poi, non so a voi, ma a me crea un po di agitazione quando devo fare tanta strada in auto…sono troppo apprensiva lo so 😅.

Punakaiki è la prima tappa sulla strada e vi sono le Pancakes Rocks (vedi foto) che sono formazioni rocciose sedimentate nel tempo creando strati altissimi attraverso cui passano le onde quando c’è l’alta marea. Il paesaggio è molto surreale e nebuloso e il mare era abbastanza mosso, quindi era degno di un paesaggio bucolico come solo la NZ sa regalare. Abbiamo provato a entrare nel negozio di souvenir per dare un’occhiata, ma una cosa che non ci piace è che sembrano ripetitivi, costosi e dall’aria “made in China”. Penso che lucrano parecchio sui souvenir, più di altri luoghi. Qui l’artigianato vero è raro. Infatti pensiamo di non comprare nessun ricordino qui, costano troppo e non hanno pregio. A me piace molto fare ricordini quando sono in viaggio perché è un modo per dire alla persona a cui lo regalo che l’ho portata un po con me e ci tengo che abbia un pezzettino del Paese che ho visitato. 😊

Si prosegue per la cittadina di Greymouth, non perché abbia qualcosa di interessante, ma perché era un punto utile per fermarci a fare qualche spesa e pranzare con una focaccia. Greymouth significa “bocca grigia” ed è vero. La cittadina era famosa per la corsa all’oro di molti anni fa, è caratterizzata da un fiume grigiastro che la taglia in mezzo, una ferrovia che porta fino a Christchurch passando tra le montagne e null’altro di interessante. È solo un punto di passaggio.

La città successiva è Hokitika, famosa per le spiagge e per un fiume strepitoso che visiteremo domani: Hokitika Gorge. Così abbiamo fatto una passeggiata in spiaggia, molto selvaggia e kilometrica, abbiamo visto la chiesa cattolica (rara da queste parti) che però era inagibile dopo il terremoto che l’ha un po guastata e così siamo entrati in una cappella adiacente e ci siamo davvero rilassati e fatto un po Pace col mondo. C’è chi si rilassa andando nei centri benessere, noi preferiamo il silenzio della natura o di una preghiera. Anche quando sono al mio paese, spesso al pomeriggio vado un po in chiesa, avverto sostegno e ne ho bisogno.

Passeggiando per la città, che è davvero piccina, abbiamo notato vari bar e ristoranti molto carini ma costosi, erano una calamita per gli occhi. Purtroppo abbiamo anche visto due cartelli massonici in cui si proclamano proprietari delle slot machine presenti in alcuni bar, subito lavandosi la coscienza scrivendo che il ricavato va per la comunità. Capito che gioco diabolico? Approfittare della debolezza dei giocatori incalliti nascondendosi dietro un buon proposito. Pazzesco. Comunque a quanto ho capito l’intera NZ è in mano a logge massoniche. Rotary Club e Lions sono le più in mostra. Informatevi a riguardo se non ne sapete nulla. Sarà interessante ciò che scoprirete.😉

Infine per strada c’era un cartello che indicava Glow Worms, i vermi luminosi tipici della NZ che però vanno visti al buio e infatti adesso non è ancora il momento. Ci torniamo stasera dato che il sentiero si trova esattamente dietro al campeggio in cui siamo ora. Questo campeggio è poco distante dal mare e ci costa solo 35$ in due e internet è gratis. Cucina, lavanderia, docce e bagni sono molto ben attrezzati e stavolta in bagno c’è anche il phon. Controlliamo sempre quando arriviamo che ci sia almeno qualche comodità. I proprietari sono due persone anziane e cordiali e per fortuna c’erano ancora due posti di cui uno ce lo siamo accaparrato con la nostra auto. Sono piazzole spaziose e vicino ai servizi. Questo camping però mi piace di più perché ricorda molto i camping che ci sono in certe zone in Italia, molto familiari e semplici.

Il camping di ieri era il Murchison Motorhome Park e quello di adesso si chiama Hokitika Motorhome Park…si somigliano come nome. Ora che abbiamo provato il campeggio possiamo dire che è davvero vantaggioso rispetto agli alloggi normali. Sono la prima ad ammettere che in inverno la scelta del campeggio non è azzeccata, ma ora che il clima ha una minima di 12 gradi, si può fare 👍.

Bene, ora ci riposiamo un po e poi doccia e nanna, ma prima…vermi luminosi 😁🐛.

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