Nuova Zelanda

Imprese titaniche

Tempo di partenze. Stamattina dopo una veloce colazione e sistemazione bagagli siamo partiti. Inizialmente è venuto a salutarci Phil e a darci un regalo: bottiglia di vino e scatola di cioccolatini. Gentilissimi anche perché oltre ad averci offerto la loro casa ci hanno voluto fare un presente😉. Poi siamo saliti noi di sopra perché volevano mostrarci le foto della loro vacanza. Infine (a malincuore soprattutto per l’affetto che ci lega ai cani) ci siamo salutati. Avrei voluto portare i cani con noi se avessi ascoltato l’emozione. Convengo che a volte è più semplice affezionarsi agli animali che alle persone…è triste ma è così.

Così giungiamo al porto e ci fanno attendere per un po di tempo facendoci mettere in code ordinate pronte per salire nella stiva delle auto. Siamo in parecchi. Una volta saliti, notiamo subito che tengono temperature polari all’interno del traghetto e questa è una nota dolente. I posti a sedere sulle poltrone sono limitati e quasi tutti occupati, così decidiamo di sederci ai tavoli fronte bar. All’inizio tutto ok, partenza tranquilla. A un certo punto il capitano dà l’avviso che saremmo passati nello Stretto di Cook, famoso per le sue onde altissime. E abbiamo vissuto un incubo.😨😨 Posso dirvi col senno di poi che non prenderò MAI più un traghetto che fa traversate tanto tempestose. Sballottati fino a sentirsi lo stomaco sotto sopra, la testa pareva scoppiare dalla pressione che avviene quando c’è l’abbassamento del traghetto tra un onda e l’altra. Guardavo fuori…e preferivo non vedere…scalava montagne d’acqua, non onde. Credetemi che non pensavo esistessero onde simili. Ora capisco cosa prova chi va sulle montagne russe (che ho sempre odiato 😡). Ho ricordato a Mattia che avevamo guardato Titanic qualche giorno fa…tanto per stare in tema 😄. La gente stava male, malissimo…sacchetti di vomito ovunque…ve lo risparmio…😷. A noi ci è andata bene, a parte una forte agitazione, siamo rimasti incolumi, ma per un’ora buona abbiamo traballato e la paura era tanta…specialmente quando senti certi tonfi del traghetto tra i marosi. Fortuna che quando è finita, abbiamo riaperto gli occhi (perché nel frattempo abbiamo tenuto la testa sul tavolo e gli occhi chiusi altrimenti il pericolo nausea diventava certezza) c’era un bel sole e paesaggi stupendi. Perché in fin dei conti si ha navigato sempre in mezzo a delle montagne. Usciamo per fare qualche foto e, nausea permettendo, compriamo delle patate fritte squisite e ci rilassiamo un po. Credetemi che c’era gente che magnava hamburger e patate per tutto il tempo dello sconvolgimento acqueo. Come se nulla fosse…giocavano a carte e se la ridevano alla faccia nostra. Stavano benone.

Finalmente approdiamo a Picton e raggiungiamo l’alloggio in mezzo al nulla, perché la strada che ci conduce li è davvero deserta, ma piena di abeti scuri e fiori a bordo strada. Il paesaggio è un tantino cambiato rispetto al Nord. Insomma, arriviamo da questo Bob che ci offre gratuitamente un letto…e qui arriva il brutto 😢. Proprio nel momento in cui arriviamo noi, se ne sta andando una ragazza francese che ha dormito li. Una tipa “zaino in spalla” che viaggia facendo l’autostop. Si fa tutta la strada a piedi finché non trova qualcuno che le da un passaggio. Io avrei una paura maledetta a fare questa cosa. Donna sola in mezzo al mondo. Non ho abbastanza carattere per questo. Ammiro lei che ce la fa. E così Bob ci dice che possiamo entrare noi nella stanza. Premessa: lui vive in una bettola che ha cucina e letto nella stessa stanza e il bagno è un ripostiglio tanto è piccolo. È un tipo un po hippy ma non pensavamo che la stanza che lui ci ha assegnato fosse un tugurio. Avete presente quei capanni di lamiera che usano nei campi per riporci gli attrezzi agricoli o usano i drogati per andare a “farsi”? Ecco! Un tugurio pieno di oggetti vecchi e anche rotti, pinne da sub, fucile da caccia, sacchi a pelo e sporcizia. Poi un letto con un coprimaterasso nero e un cuscino marrone che hanno visto tempi migliori. E noi dovremmo dormire qui? La ragazza francese ci ha detto che lei avendo il sacco a pelo non ha avuto problemi, perché Bob non fornisce nulla. Andiamo bene! Non sapevamo che le condizioni fossero così basiche, forse è stata anche colpa nostra non chiedere prima cosa fosse per lui “alloggio”. Ma spero non tutti i couchsurfing siano così altrimenti tanto vale togliere l’iscrizione al sito.😑

Intanto che Bob aveva accompagnato la francese a fare l’autostop, noi ce la siamo svignata, tornando sulla strada principale per cercare altre sistemazioni. Tra l’altro nel tugurio non c’era la luce, non c’erano prese di corrente e tantomeno WiFi. Li mandiamo un messaggio inventandogli una balla, senza dirgli che per noi alloggio non significa porcile e la chiudiamo così. Poi Mattia invia qualche richiesta ad altri alloggi. Una signora che ospita in casa, in questo caso con Airbnb (almeno prenotando così non si hanno fregature) purtroppo ci dice che non può stasera, allora le chiediamo se conosce altre sistemazioni e può aiutarci. Prima dice che chiama un suo amico e poi non ci caga più. Altra esperienza memorabile di persona corretta. 😬  Ma non ci avevano detto tutti che al Sud le persone erano più cordiali? 😯

Alla fine tentiamo di andare nella cittadina di Blenheim che dista davvero pochissimo e dopo un elogio di benvenuti da parte della massoneria che pone i suoi cartelli sotto i nomi delle città (questa cosa alquanto strana la trovate ovunque sotto i nomi delle città, vi danno letteralmente il benvenuto cartelli di logge massoniche e interi villaggi sono a loro dedicati) arriviamo a questa squallida cittadina stile Nebraska e proviamo a visionare qualche ostello che vediamo per strada. Oltre a essere cari sono pure pieni, ma sta calando il buio e stavolta non ce l’ha vinta il portafoglio. Mattia entra in un motel che dichiara tutto pieno, per chiedere aiuto e farci cercare un luogo dove soggiornare almeno stanotte. La signora si presta gentilmente a fare delle telefonate e solo un motel è libero. Essendoci un festival in questi giorni, gli alberghi danno tutto esaurito. Così, nonostante la cifra ladra di 140$ per una notte, dobbiamo piegarci a questa scelta. L’alternativa è ghiacciarsi le palle in macchina. Quando si sta a badare al centesimo e poi vanno a puttane i soldi in una sola volta viene un senso di fastidio incredibile non trovate? 😭 Ma ci rifaremo quando troviamo un lavoro. Basta essere schiavi dei soldi. Ci sbattiamo ogni singolo giorno per far quadrare i conti ed è sufficiente un imprevisto per fotterti. Quindi dov’è la regola? Nella via di mezzo. Ora stiamo cercando una sistemazione economica per domani, poi si va a Nelson per il woofing e per due settimane non si pensa più a cercare alloggio. Sfianca anche questo tipo di vita a volte sapete? 😅

Comunque il motel qui è elegante. I motel, come vi dissi, non sono da intendere come bordelli, sono luoghi dotati anche di cucina. Hanno tutto. Così ci siamo fatti una cioccolata calda (perché ci sono a disposizione anche le bevande calde) una brioche e qualche cereale, doccia calda e ora a nanna. La giornata stile Lara Croft è terminata e sarà impossibile dimenticarla 😒.

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