Nuova Zelanda

Forgotten World Highway

Si riparte. Salutiamo Karen ringraziandola della gentile ospitalità e promettendole la recensione su Airbnb. Lei ci ha preceduto recensendo noi 😉. Ottimo sito comunque, so che non tutti lo conoscono ma credetemi che come prezzi non ha rivali e inoltre vi immergete ancora di più nella realtà del posto.

Insomma, si parte e si va alla panetteria strepitosa Bakery Delight gestita da indiani, dove c’è il pane che è un capolavoro tanto è ben preparato. Vi ripeto che le foto e i video potete vederli in Fb ☺. E siamo ben contenti se vorrete lasciare dei commenti ai nostri articoli o foto, se avete domande o suggerimenti. Ben venga! Ogni consiglio o critica sono utili. 👍

La strada è stata parecchio lunga, ma valeva davvero tutto l’impegno per percorrerla. Chiamata Forgotten World Highway, non è un caso. Dimenticata è dire poco. Una strada che si inerpica tra le colline scoscese, le foreste di felci e fiumi sovrastati da piccoli ponticelli. Mucche e pecore decorano il paesaggio e infatti abbiamo incontrato un gregge tenuto compatto dai cani per poi entrare in una valle. Povere pecore…spaventatissime dai cani🐑. Ma siamo rimasti colpiti dalla maestria con cui i cani guidavano il gregge senza che il pastore nemmeno parlasse.

La strada passa anche per un paese quasi disabitato (30 abitanti) chiamato Whangamomona (sì il nome è incredibile). Non abbiamo visto nessuno, la cittadina è formata da una vecchia posta, un hotel molto vecchio (chiuso), una chiesa anglicana e qualche casa. Si è dichiarato Repubblica Autonoma ma purtroppo non ci abita più nessuno o quasi perché è veramente fuori dal mondo e non c’è nessuna comodità davvero.

La traversata avviene sia su strada asfaltata che non sarà durata 4 ore in totale. Abbiamo intravisto il monte Taranaki alle cui pendici si possono esplorare dei sentieri e domani lo faremo. Il monte è perennemente innevato e molto suggestivo.

Arriviamo nella città di New Plymouth a casa di Allison, una signora inglese che vive da sola con parecchi animali: un boxer e un labrador, due siamesi e un gatto nero e forse anche un altro gatto più uno che ha perso. Insomma una casa allegra. Tipico cottage inglese che le hanno lasciato i genitori. Fa freddo qui perché siamo circondati dalle montagne ma per fortuna abbiamo la stufetta elettrica in camera 😆. Ci tocca ripescare le felpe dalla valigia quando le avevamo messe via solo da poco 😬. Ci ha offerto da bere e siamo rimasti un’ora a parlare seduti in cucina, ci ha mostrato la casa, davvero antica e particolare, mentre i cani e i gatti ci circondavano ognuno in cerca di coccole e giochi😁. Siamo abituati ad avere animali per casa, non riusciamo nemmeno a immaginare una casa senza di loro. Donano così tanta gioia!🐈🐶🐕

Questa signora ci farà anche le colazioni, è previsto nella modalità di prenotazione e ci ha chiesto cosa desideriamo e a che ora vogliamo farla. Lei è vegetariana e io ne sono felice perché lo sono anch’io, sebbene non in senso stretto. Ma comunque la carne la mangio raramente perché non mi piace. Abbiamo scelto di fare colazione alle 9 che non è troppo tardi e nemmeno troppo presto per lei, dato che lavora in casa e almeno non la disturbiamo. Siamo entrati subito in sintonia con lei e ci fa piacere. Pensavamo che abbiamo parlato di più con lei in un’oretta che con Cam 5 mesi 😂. A proposito: oggi lui compie gli anni e gli abbiamo fatto gli auguri.

Dimenticavo: prima di iniziare la Strada Dimenticata, ci siamo fermati a pranzo in un paesino chiamato Taumarunui (le parole Maori sono sempre intricate) e ci siamo messi su una panchina con le focacce della panetteria di Taupo, condividendone le briciole con gli uccellini tutt’attorno, tra cui una mamma uccellina che prendeva le briciole e le portava ai piccoli. Si faceva coraggio e si avvicinava per prendere le briciole, scena tenerissima 🐦. Finito di mangiare, pensiamo di farci un giro e vedere un po i negozi e capitiamo dentro a un negozio indiano (senza farlo apposta) in cui vendono prodotti sfusi, alla spina, di qualunque tipo: dalla frutta secca ai cereali, dalle farine al miele, dalle spezie all’olio, fino ai detersivi di ogni tipo. Qualcosa di magnifico se pensiamo che di solito siamo abituati a confezioni di plastica, qui c’era tutto sfuso e ti servivi da solo. Ovviamente anche i prezzi erano più bassi. Così compriamo un tè Masala (significa una miscela di spezie) e dello zenzero e parliamo un po con il proprietario indiano che ci dice che ha aperto il negozio da solo due mesi e tra l’altro leggiamo un foglio in vetrina in cui c’è scritto che cerca una persona part time 😄. Lui è originario del Punjub e ci ha consigliato cosa vedere se andiamo nella sua terra. Ci torneremo in India eh! 😊

Comunque abbiamo notato diversi negozi in cui cercano personale. È un buon segno no? E pensare che sono piccoli paesini di passaggio, non turistici.

Penso di aver detto tutto. Ci sentiamo domani. 😉

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