Nuova Zelanda

Ambiente neozelandese

Finalmente oggi giornata libera. Da domani invece abbiamo controllato sul sito del motel che ci sarà pieno e dunque tanto lavoro. Meglio così,  ma almeno un giorno di pausa ci voleva.

La mattina è iniziata con la colazione in panetteria e ho provato una novità: il pane turco a solo 1$! Una squisitezza focacciosa con sopra le spezie. Poi ci siamo diretti a Tauranga dato che Mattia voleva andare in qualche negozio di scarpe per trovarne un paio da corsa. Ha provato a cercare su internet qualcosa di usato e all’asta, ma sempre all’ultimo momento c’era chi puntava di più e quindi se le aggiudicava. Purtroppo nei negozi costano in modo assurdo e così Mattia se le è solo provate e ha fatto varie foto per poi cercare su internet qualcosa di vantaggioso a meno prezzo. Confrontando i nostri centri commerciali e questi negozi devo dire che noi abbiamo molta più scelta di loro qui. Oltretutto la qualità è alquanto scadente in generale e i prezzi non corrispondono alla merce. La pecca più grande, che però è riscontrata ovunque,  è che ogni scarpa o vestito firmato sono Made…Cambogia, Vietnam, Cina ecc…sempre sfruttando manodopera minorile perché è di questo che si tratta il commercio prodotto in Oriente che poi noi indossiamo credendo di essere alla moda. Finirà mai? 😣

Torniamo a casa per il pranzo e poi proviamo a uscire, sebbene tiri un vento fortissimo, tentiamo la spiaggia ma il mare l’ha praticamente ricoperta tutta e così andiamo verso il monte. Mi piacerebbe sapere che tempo c’è d’estate perché finora non si è vista manco la primavera. 😬

Intanto vi lascio questo articolo che ho trovato su internet che parla di una tematica importante della Nuova Zelanda che come tutti i posti, è anch’essa piena di bellezza ma anche di bruttezza. Si spera in misura inferiore. Comunque lascio a voi i commenti:

Il Lato Oscuro della Nuova Zelanda – Predicare ecologia ed annientare le foreste; promuovere il cibo biologico ma consumare più carne rossa degli americani; parlare di eco-sostenibilità e distruggere la propria terra in nome degli affari con la Cina; proteggere la fauna avvelenando opossum e furetti. Ecco alcune delle tante contraddizioni della Nuova Zelanda e la più devastante riguarda sicuramente gli allevamenti di ovini e bovini. Con sessanta milioni di pecore e quasi venti milioni di mucche ben distribuite lungo tutto il territorio in bucolici pascoli che una volta erano foreste, l’industria casearia rappresenta il secondo indotto del paese dopo il turismo ed un’enorme fonte di preoccupazione per gli ecologisti. I bovini, è risaputo, producono monumentali quantità di metano (uno dei gas serra più dannosi) e gli escrementi degli animali hanno infettato molti corsi d’acqua con batteri, nitrati e parassiti come l’Escherichia coli. Secondo gli esperti circa un terzo dei fiumi e dei 425 laghi della Nuova Zelanda sono troppo inquinati per essere balneabili. Ma nonostante la distruzione di molte foreste native e tutti i mali generati dalla produzione e dal consumo di carne, il Governo, ben felice che la Cina acquisti tutto il latte prodotto, continua a sostenere ed alimentare una delle industrie più devastanti per l’ambiente e gli eco-sistemi.
In parte già distrutti dagli opossum; vera e propria ossessione dei neozelandesi. I coloni europei, dopo aver prosciugato l’oro e cacciato foche e balene fino all’estinzione, decisero, alla fine del diciannovesimo secolo, di trasformare il paese in una pellicceria a cielo aperto. Portarono quindi un centinaio di opossum e siccome in Nuova Zelanda non esistono predatori, il mammifero si è moltiplicato allegramente distruggendo il sottobosco e sterminando la popolazione di Kiwi (uccello nativo che nel corso dell’evoluzione ha perso le ali). Pasto ghiotto e facile anche per i furetti (anche’essi introdotti dagli europei ndr). Per arginare la piaga, ogni due anni le foreste vengono annaffiate del veleno 1080 (nell’ultima decade gli opossum sono passati da 80 a 40 milioni; una strage) e lo sport nazionale dopo il rugby è investire opossum, furetti e conigli con le automobili. Atroci ossimori di un paese conteso tra natura idilliaca e pratiche barbare.

Ok, dopo questa lunga lettura vi saluto e vi auguro buona giornata 🌞.

P.s. In foto vedete un particolare bassorilievo tipico dell’arte Maori di intaglio che raffigura un essere primordiale e le pietre che vedete azzurre sfumate sono le conchiglie Paua tipiche del Pacifico e molto utilizzate per le decorazioni. Ne si trova tantissime in spiaggia e di molti colori.

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