Nuova Zelanda

Una cena insieme

Ieri abbiamo lavorato 2 ore e c’era anche Rose. Si sono scusati ancora molto con noi i nostri titolari a proposito della serata che non si è fatta a causa di una dimenticanza di Athol ma si è risolta inviandoci ieri sera a casa loro a cena.😉

Una cena tra parenti pareva tanto ci troviamo a nostro agio con loro. A maggior ragione avevamo provato amarezza quando abbiamo saputo dell’assunzione di Debby. Però alla fine il discorso non è più stato toccato ma ci siamo arrivati da soli: quando noi ce ne andremo e non lavoreremo più al motel è logico che ad Athol serva una persona in più per le pulizie, dato che Rose non è sempre presente. Fatto sta che è inutile arrabbiarsi quando in fin dei conti non è qui il nostro futuro, ci sposteremo ancora e questo motel e il lavoro annesso resta a chi qui ci abita. È giusto così. Imparare a lasciare andare, lasciar scorrere. È naturale che in un primo momento non sia stato così facile, ci sentivamo quasi presi di mira, invece sono state solo supposizioni. Ci siamo salutati nel pomeriggio chiedendo loro a che ora andare per la cena e cosa portare. Alle 18.30 era l’orario in cui ci aspettavano e ci hanno detto di non portare nulla, ma avendo insistito hanno detto che andava benissimo una bottiglia di vino. Abbiamo colto l’occasione per assaggiare anche noi il vino neozelandese per la prima volta. È rinomata la Nuova Zelanda per i vini.

Così nel pomeriggio dopo aver fatto un giro al monte, siamo andati al supermercato per comprare una bottiglia. Ci sono vini di tutti prezzi come in Italia, solo che spesso qui alcuni contengono non solo solfiti come di norma, ma anche altre schifezze. Così ci siamo decisi per una bottiglia delle meno care: 6.79$ e abbiamo preso un buon Chardon mentre i nostri titolari avevano un Pinot Gris🍷. Entrambi molto buoni. Il nostro era più dolce e la bottiglia è partita subito 😅. Hanno una casa che ricorda molto le baite di montagna e ha una vista impareggiabile sul mare, avendo una posizione molto privilegiata, in alto rispetto alle altre costruzioni. Loreen ha cucinato sudafricano, avendoci vissuto per tanti anni ed era ,come antipasto un’insalatina di avocado, insalata verde e pomodorini e infine ci andava una spruzzata di parmigiano, poi è arrivato il piatto che tanto eravamo curiosi di assaggiare: un curry di carne con mandorle, uvetta e foglie di alloro, all’apparenza la presentazione potrebbe far pensare a una lasagna, ma era molto differente come sapore. Ci hanno raccontato un po della loro vita in Sudafrica e a quanto ho capito ci hanno lasciato un pezzo di cuore, la cucina è simil olandese, data l’influenza dei coloni prima degli inglesi. I loro figli hanno studiato là e tutti parlano Afrikaans la lingua sudafricana, o per meglio dire una delle tante. Athol ci ha fatto sentire anche lo Zulu. Sono veramente fantastici 😀 e si vede che hanno viaggiato. Ci hanno detto di essere stati pure in India tanto tempo fa. In Italia invece ci vorrebbero venire e a tal proposito ci hanno regalato un libro che parla dell’Italia e ha all’interno anche delle ricette. Hanno tanti scatoloni in garage con vari ricordi di famiglia. Loreen non ama guardare foto del passato perché dice che mettono troppa nostalgia. Così quegli scatoloni non li aprono mai e stanno pensando cosa farne. La serata è volata letteralmente, finita la cena ci siamo seduti nella lounge e per tutto il tempo abbiamo ascoltato musica classica, tra cui Bocelli che loro adorano. Ci hanno offerto un sorbetto e poi abbiamo chiacchierato molto di vari argomenti. Hanno voluto sapere un po i nostri progetti e così sono arrivate le 22 passate e ci siamo salutati ringraziandoli molto. Gli abbiamo detto che per noi sono come genitori, come parenti veri e propri. Difficilmente ci si sente a proprio agio con le persone conosciute da poco come invece ci sentiamo a nostro agio con loro. È bello! Ci dispiacerà quando non lavoreremo più li.

Mentre, riguardo Cam, sabato sera aveva gente con cui ha guardato la partita di rugby (non se ne perde una) e la squadra neozelandese degli All Black ha vinto, quindi birre a più non posso ma nessuno parlava. È difficile che davanti a una partita, un neozelandese vi rivolga la parola. Noi ce ne siamo stati in camera tutta sera e abbiamo ordinato una pizza e il giorno dopo abbiamo scoperto che oltre a un amico, a vedere la partita c’era pure…la sua ex moglie! Ma come? Fino a una settimana fa si scannavano al telefono e ora quella dorme qui? Che rapporto strano! Hanno un concetto un po particolare di “amore” e “famiglia” a quanto pare.  Vabe, meglio se vanno d’accordo,  lo dico soprattutto per Pepa che è piccola e ha bisogno di una famiglia unita. Da quanto abbiamo capito i suoi genitori sono separati (non credo divorziati) e vivono in case separate. Infatti lei già stamattina era tornata a casa sua mentre Pepa è rimasta qui con il padre.

Mi accorgo ora che ho scritto un papiro e non ho manco finito di dire tutto. 😂 Oggi abbiamo lavorato più di 3 ore e siamo soddisfatti. Per pranzo siamo andati al ristorante indiano e avevamo finito di mangiare, nel momento in cui vediamo una coppia in parte al nostro tavolo che si alza e paga il conto. Dentro nel cestino del pane avevano avanzato una fettona intonsa e così,  quando se ne sono andati, abbiamo chiesto alla cameriera, che ormai ci conosce bene, se potevamo accaparrarci la fettazza (tra l’altro era pane all’aglio che noi adoriamo). Quando siamo andati per pagare, le ho detto alla cameriera che ci dispiaceva che quel pane finisse nei rifiuti. Lei ha confermato che è abitudine neozelandese di buttare il cibo purtroppo. Bene, le ho detto che forse certa gente avrebbe bisogno di patire un po la fame o farsi un giro dove c’è la povertà più nera. Abbiamo notato che anche Cam è il tipo da non farsi scrupoli a gettare nei rifiuti il cibo ancora buono…pane, insalata, patatine solo perché magari non gli va più.  Che educazione sarebbe questa? Personalmete mi è capitato più volte di portare a casa la pizza o altro quando lo avanzo al ristorante oppure di prendere da un altro tavolo una bottiglia che altri avevano lasciato ancora piena (dato che i camerieri versano tutto nel lavandino e l’acqua, come il cibo, è sacra) e non ci vedo nulla di male. Mi fanno un po pena invece quelli che avanzano tutto e poi non si azzardano a portare nulla a casa perché pensano che il giorno dopo quel cibo non sia più buono. Ripeto: caldeggio un bell’invito a tutti questi di farsi un giro nel terzo mondo e poi forse ci ripensano. Qualcuno potrebbe pensare non siano fatti miei, ma è anche da queste azioni che paiono insignificanti che cambiamo direzione a questo mondo orribile. In realtà lo spreco si cibo è affare di TUTTI!👅 Giusto per concludere il pranzo abbiamo preso dei dolciazzi scandalosamente buoni in forneria (nella foto). E non pensate che siamo ingrassati, al contrario avevamo messo più peso in una settimana in Sicilia che in 4 mesi qui. 😆

Ora vi saluto, con la gatta sul letto e Mattia che dormono 😴😄. A presto!

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