Nuova Zelanda

Toda belleza

Dopo che ho scritto l’articolo ieri sera, ho fatto una doccia per scaldarmi perché il fuocherello dell’ostello valeva ben poco e così vado nel bagno per la doccia…bagno gelido (stamattina abbiamo trovato la condensa sulle finestre quindi pensate che temperatura c’è) e la doccia è ricreata in uno stanzino di lamiera (la lamiera c’era un po ovunque) così quando ti lavi davanti hai freddo dietro e viceversa. Vabe, ho cercato di fare in fretta e poi mi sono infilata sotto le coperte con tanto di pigiama e felpa indosso.

La camera aveva uno scaldino a muro ma il top era il letto. Bello gonfio di coperte e anche i cuscini belli gonfi. Abbiamo dormito divinamente davvero, tanto da non voler alzarci stamattina 😁. Se non fosse per il freddo, come ostello andava benone. Peccato non siano per niente attrezzati per la stagione invernale purtroppo. L’altra pecca che abbiamo trovato era in cucina: chi l’ha usata ha riposto sul ripiano le padelle ancora unte, però noi non abbiamo utilizzato nulla perché ci siamo portati del cibo da casa, l’unica cosa che abbiamo lavato è stata la tazza per fare il tè  (anche le tazze erano sporchine)😯.

Comunque, dopo colazione abbiamo salutato la proprietaria e ci siamo diretti verso la 309 Road ovvero una strada sterrata che attraversa 21 kilometri di pura natura, (con tanto di galli e maiali per strada), cascate e foreste di Kauri. Ci siamo fermati a vedere una cascata e abbiamo esplorato una foresta di Kauri giganti e antichi che svettano sopra tutto il resto. All’entrata di queste foreste c’è una specie di zerbino in cui dovete pulirvi le scarpe per evitare di portare all’interno tracce varie. Lo fanno per conservare la foresta senza l’invasione di qualche seme non autoctono. Peccato che accanto allo zerbino vi sia anche un recipiente nero con all’interno del disinfettante che, a parer mio, fa più danno quello che le vostre suole!

Da li ci siamo spostati a Whitianga, una cittadina in cui abbiamo pranzato in un ristorante thailandese per la prima volta.  Eravamo restii a questo tipo di cucina e invece siamo rimasti piacevolmente sorpresi. Una cucina leggera e sana. Il ristorante si chiama Chiang Thai. Era arredato in stile ovviamente e questo ha contribuito a renderlo accogliente, perché se fosse in stile neozelandese non avrebbe affatto personalità! Oltretutto abbiamo notato che a dare il benvenuto prima di entrare in città, c’era un cartello con un riferimento alla massoneria…infatti anche ieri in un’altra città abbiamo visto un edificio massone e pure a Tauranga ce n’è uno molto grande. Alquanto strano comunque. Se vi interessa il perché la cosa mi ha scioccata, cercatelo su internet, evito di parlarvene io.

Hahei è la prossima tappa in cui vediamo una spiaggia bellissima e ci compriamo del cioccolato da mangiare (e abbiamo fatto bene dato che per vedere la spiaggia successiva abbiamo camminato un’ora e mezza). La spiaggia è piuttosto grande e deserta. Certamente nel periodo estivo ci sarà pieno di gente. Come dicevo, la tappa seguente è la famosa, unica, splendida Cathedral Cove, pare davvero una cattedrale di roccia scavata dal mare. La camminata come ho detto è lunga e non pianeggiante, ma vale sicuramente la pena vedere questo luogo suggestivo e così particolare. Fortunatamente non c’era molta gente, grazie anche al fatto che oggi è martedì e siamo in inverno. Un inverno che in questi giorni è assolato🌞. Ultima fermata è stata a Hot Water Beach, rinomata per l’acqua vulcanica che scorre appena sotto alla superficie del mare aderente al bagnasciuga, che durante la bassa marea la gente sfrutta per fare dei bagni termali molto salutari. Di per sé la spiaggia è come molte altre, sicuramente bella, ma classificata tra le più pericolose della Nuova Zelanda, in quanto vi sono correnti molto forti che trascinano al largo ed è già successo questo increscioso evento a danno di qualche persona. Frequentata sopratutto da surfisti che sembrano abbastanza incuranti delle onde, ma anzi, le surfano alla grande!🏄

Così decidiamo che avendo visitato tutto il possibile, conviene tornare a Mt. Maunganui, anticipando di un giorno. Comunque domani non andremo al lavoro, ci riposiamo dato che il viaggio è durato parecchie ore e al ritorno c’era già buio e inoltre gli automobilisti neozelandesi sono alquanto impazienti e spericolati alla guida il che fa perdere la pazienza. Dopo una pizza siamo tornati a casa e fatta una doccia siamo già sotto le coperte. Hasta luego😄.

P.s. Ho caricato tutte le foto su Fb se le volete vedere 😉.

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