Nuova Zelanda

Note indiane

Ieri abbiamo lavorato 4 ore. La pulizia delle stanze praticamente non era da fare ma ci siamo dedicati a sistemare e riordinare la stanza in cui ha pitturato Mattia. C’era parecchio da fare tra cui cose poco simpatiche come grattare via la pittura dalla moquette laddove si era sporcata 😬. Povere unghie sfaldate! 💅 Anche volendo una manicure, non durerebbe.

Oggi ha lavorato solo Mattia per ben 8 ore continuative di pittura. Inutile dire che è tornato stravolto e per di più con un giorno di ritardo con lo stipendio perché purtroppo il nostro titolare ha tanti pregi ma con il difetto di essere un po distratto. Fortunatamente dopo un sollecito di Mattia ha provveduto a pagarci. D’altronde non solo in Italia ci sono i cattivi pagatori o i ritardatari 😯. Lo vedo anche nel freelance (lavoro sul web) che devo sempre sollecitare altrimenti dall’altra parte ritardano largamente. Dà fastidio come cosa perché sembra che siamo noi lavoratori a doverci intimidire a chiedere i soldi, quando sarebbe opportuno e sensato che vengano dati senza bisogno di essere chiesti.  Ma dico io, perché non si vergognano loro piuttosto, che fanno la figura degli sfruttatori? Credo che la situazione lavorativa in generale sia da definirsi tipo schiavitù al giorno d’oggi, le persone vedono negati i diritti più basilari come vedere lo stipendio per il lavoro svolto, molto spesso con fatica e con molto impiego di tempo. Non si valuta la persona e il suo valore, si guarda al proprio orticello e più il titolare è ricco e più è stronzo. Ma si sa che il ricco è di norma un pochino “sordo“.

Mi è tornata forte la nostalgia dell’India sapete? Sarà che ho letto ieri alcuni articoli riguardanti, sarà che ciò che mi ha dato in 4 mesi non è ancora riuscita a darmelo in altrettanto tempo la Nuova Zelanda (in primis con un clima terribile che mi fa rimpiangere i 40 gradi indiani), sarà anche per la “freddezza” che caratterizza queste culture, il cibo che se lo vuoi buono devi sbatterti a cercarlo mentre in India nelle capanne di lamiere sulla strada trovavi sempre cibo fresco e genuino, sarà l’atmosfera, sarà il mio animo che è più predisposto per i luoghi esotici o sarà che a volte le palle girano anche a me e vorrei sempre essere altrove anche se sono già altrove. Strana la Vita eh? 😁

E una grande delusione è sentire le notizie di chi rimane in Italia affrontando ogni giorno le difficoltà immani di un presente/futuro incerti. So anche di gente che sta per ripartire e dare un arrivederci alla patria italica. Come dar torto?

Ora dormo che il raffreddore non è ancora passato e domani lavoro anche io. Ci aspettano alle 9…intanto suona una melodia indiana che stiamo ascoltando al computer. 😆

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