Nuova Zelanda

Opportunita’

Ci siamo presi la giornata libera, avevamo impegni non rimandabili…verso noi stessi :).

Ovviamente, primo di essi, colazione con fettazza di torta caramello e cioccoloato+cappuccino, al mitico Cafe’88 (la mia classe tra l’altro), sempre stra pieno e ricco di prelibatezze sia dolci che salate.

Visto che la stagione dei kiwi non durera’ ancora molto, visto che il lavoro non e’ mai stabile e questa settimana si annuncia piovosa, quindi non lavorativa, abbiamo pensato di andare alla ricerca del lavoro in modo certosino. Bussando porta a porta nei luoghi di nostro interesse, dove poter trarre informazioni, anche se non necessariamente perche’ in vetrina ci fosse affisso un annuncio lavorativo.

Iniziamo con l’andare in una fabbrica in cui impacchettano kiwi e chiediamo se ci sono posti disponibili: unica possibilta’ e’ di fare i turni di notte e la signora della reception gia’ ride vedendo le nostre facce perplesse…direi lavoro scartato…di farmi dalle 7 di sera alle 6 di mattina sballando i ritmi biologici del corpo per la misera paga di 16$ l’ora? Giammai!

Ci serviva fare la spesa e cosi andiamo al supermercato…e sorpresa! Incontriamo Arianna, una ragazza di Roma che si e’ trasferita qui da qualche mese col marito. Accortasi che parlavamo italiano ha voluto avvicinarsi e abbracciarci, siamo rimasti praticamente mezz’ora a parlare al supermercato con lei. Ci ha detto che in Italia erano stufi di vivere, solo tasse e lavoro mal pagato, il marito elettricista e lei laureata in risorse umane, entrambi oltre i 30 anni e quindi arrivati qui con un visto studente, usato per migliorare la lingua. Si sono letteralmente buttati. O la va o la spacca. Cosi dopo aver portato vari Cv nelle aziende o negozi, hanno trovato lavoro in un ristorante italiano gestito da brasiliani e vivono in un appartamento condiviso in cui si trovano molto bene. Prima italiana, dopo Auckland, che incontriamo. Pochissimi sono gli italiani che vengono qui. Ci sono comunita’ asiatiche e sudamericane ma italiani pochi o nessuno. Sara’ la distanza o anche il timore che si ha di lasciare tutto?

Altro luogo in cui abbiamo bussato e’ un ristorante Mediterraneo in cui cercavano un pizzaiolo ma avevano gia’ trovato.

Poi e’ la volta di due ristoranti italiani: Da Gino e Salvador. Il primo e’ qui a Mt. Maunganui e l’altro a Tauranga. Da Gino mi ha risposto il proprietario (che credevo fosse italiano invece e’ di Sarajevo) dicendomi che c’e’ gia’ una persona in prova come lavapiatti e aiuto in cucina ma se entro martedi’ dovesse non restare, allora chiama me…invece Salvador resta anch’esso sulla strada principale e mi ha risposto una ragazza del personale dicendomi di tornare domani alle 17 per poter parlare col proprietario, inoltre mi verrebbe spiegato il lavoro e mi ha detto che proprio la posizione lavapiatti e aiuto in cucina e’ vacante. Giusto cio’ che cercavo! In sala non potrei lavorare dato che il mio inglese non e’ fluente (molti lo specificano) mentre in questo lavoro non e’ necessario. Inoltre dove non ti chiedono il Cv significa che servi altrimenti si inventano la storia del Cv…come se servisse!

Gia’ che c’ero sono entrata anche in alcune Spa per chiedere la email e inviare il mio certificato del massaggio indiano, ma questi sono lavori in cui e’ gia’ piu’ difficile entrare, pero’ tentar non nuoce!

Mattia invece ha tentato anche al Burger King e al Cinema Event ma entrambi gli hanno risposto di inviare il Cv, mentre il McDonald’s gli ha risposto che ci sono posizioni vacanti.

In compenso sta cercando ancora su internet possibilita’ nella raccolta frutta. Non ci dispiace come lavoro.

Dato che eravamo a casa abbiamo pensato di visitare il paesello di Omokoroa (ci passiamo spesso per andare al lavoro nelle piantagioni vicine) direttamente sulla spiaggia…peccato che c’era un vento che soffiava direttamente dall’Antartide, marea bassa con barche spiaggiate e nuvoloso, non abbiamo potuto ammirare la bellezza del posto purtroppo.  Nel ritorno (dato che non avevamo manco pranzato) ci siamo fermati a prendere un sacchetto di mandarini a 2$ venduti direttamente fuori dall’abitazione che possiede le piante dei frutti. Abbiamo incontrato la proprietaria che, vestita come fosse estate nonostante il freddo gelido, si e’ fermata a parlare un po con noi e chiederci da dove veniamo. L’abbiamo salutata e abbiamo preso i mandarini, non pagandoli direttamente a lei, ma inserendo i soldi dentro il baldacchino su cui erano appoggiati i sacchetti di mandarini. Qui usa cosi: passi per strada e vedi della frutta esposta sui baldacchini? Bene, ti fermi, inserisci la moneta e prendi la frutta. Semplice no? E’ basato ovviamente sulla fiducia…cosa che se ci fosse in Italia sarebbe sparita!

Siamo tornati in ostello abbastanza soddisfatti della caccia al lavoro e tra poco andiamo a nanna perche’ domani si riprende coi kiwi. Andremo via prima cosi posso andare al colloquio al ristorante italiano. Speriamo bene gente. A domani con le notizie!!! 😉

 

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