Nuova Zelanda

Start to work

Evvivaaaa!! Stamattina sono iniziati i lavori e stasera, tutta indolenzita, posso raccontarvi come è andata.

Ci ha mandato un messaggio Garcia dicendo che si iniziava alle 9 così abbiamo avuto tutto il tempo per fare colazione e partire puntuali. Quando siamo arrivati al campo abbiamo visto molta gente che veniva a lavorare, la maggior parte indiani.

Non abbiamo iniziato subito perché dovevano far firmare il foglio d’inizio con i nomi dei lavoratori, preparare le casse di legno da riempire posizionandole sotto ogni filare e quindi abbiamo atteso un po. Una volta iniziato, il lavoro piace anche, perché basta trovare la tattica giusta, mostrata dai supervisori, di prendere uno o più kiwi tra le mani e girarli così da staccare il frutto senza gambo, perché ovviamente vengono impacchettati senza gambo, come sapete.

Ecco a tal proposito: ogni volta che mangerò un kiwi gli porterò rispetto, sapendo il lavoro che c’è dietro. È stancante più che altro il peso della sacca da portarsi appresso, considerando tutte le volte che è piena e dovete svuotarla faticate pure a camminare. Fortunatamente c’era ombra sotto i filari e il sole non riusciva a dar fastidio.

Ci siamo fermati dopo 3 ore e mezza per la pausa pranzo e noi ci eravamo portati della frutta e per bere c’era a disposizione un distributore d’acqua. Io ho raccolto dei frutti caduti chiamati feijoa che avevo visto mangiarli dai supervisori. Dato che erano caduti dalle piante chiunque poteva raccoglierli e molti erano ancora intatti. Vedeste quanto succo contengono, assomigliano come gusto alla pera, ma sono molto più piccoli. Va da sé che ce ne siamo portati a casa alcuni e certamente sfrutteremo questi frutti per integrare il pranzo. Sono ottimi sotto tutti gli aspetti.

Finita la pausa ricomincia il lavoro ma dura solo mezz’ora perché inizia a piovere.  Saliamo tutti in auto e quasi subito smette ma i supervisori  ci chiedono di rimanere un’oretta per vedere se i filari fanno in tempo ad asciugare per ricominciare il lavoro. Noi decidiamo di aspettare e anche i due ragazzi francesi parcheggiati vicino a noi. Però purtroppo dopo la famosa oretta ricomincia a piovere e abbondantemente, così ci salutiamo e torneremo domani.

Pensate che i due ragazzi francesi, come molti backpacker, comprano furgoncini che poi adattano a cucina/dormitorio e ci hanno detto soffrano molto il freddo di notte (te credo) e inoltre quando piove si infiltra l’acqua, così sono costretti a fare delle riparazioni…con del nastro adesivo sulle fessure. Noi siamo tipi molto adattabili, vedesi il nostro ostello coi servizi igienici in comune che molte persone non accetterebbero, ma non siamo adattabili fino al punto di vivere su un furgone. A tutto c’è un limite. Ammiro chi lo fa ma non lo invidio.

Al ritorno ci siamo fatti una bella doccia calda a cui anelavo già dalla mattina, avendo patito uh bel freddo e a seguire un cena fish&chips molto gradita. Tisana calda d’ordinanza e ora siamo nel letto, desiderosi di dormire. Io già mi sono fatta una dormitina prima di cena perché ero veramente Ko. Attualmente però non sono dolorante, vedremo domani. Più che altro mi preoccupa la cervicale di cui già soffro. Inoltre domani dovremmo fare una capatina per dei colloqui che riguardano Mattia.

Ma ora….buonanotte perché siamo letteralmente spalmati sul letto pronti a russare. Buona giornata a voi, invece, che avete appena aperto gli occhi 🌞🌼

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