Nuova Zelanda

Che fatica…

Stasera ho un po di chicche interessanti da raccontare, purtroppo nessuna positiva, ma andiamo con ordine.

Pensavamo di andare in zona Te Puke perche’ vi si trova un’alta concentrazione di aziende che raccolgono kiwi, cosi facciamo tappa in alcune per chiedere informazioni.

La prima azienda si chiama Apata (che sul sito e’ tradotto dal maori in “luogo degli schiavi” la cui stessa azienda ammette che le condizioni sono tali) e addirittura l’ufficio era chiuso.

Nella seconda azienda chiamata Kiwi 360 vediamo che ci sono fuori due lavoratori in pausa e chiediamo a uno di questi dove si trova la reception per parlare con gli addetti alle assunzioni. Risposta molto biascicata che la reception era chiusa. Ci spostiamo quindi dalla parte in cui ci sono degli alloggi e dei camping e una foto idilliaca dell’ospitalita’ che vi offrono: lavoro, cibo e alloggio, con persone di razza anglosassone bionde e sorridenti. Era praticamente un campo profughi letteralmente: furgoncini parcheggiati, tendopoli, cabine, persone sedute ovunque (quasi tutti di razza africana) entriamo dentro al centro e oltre a esserci la reception chiusa (mi chiedo quando lavorano qui gli uffici) c’e’ pieno di gente stravaccata sui divani che guarda la tv, scarpe ammucchiate ovunque, porte semiaperte in cui si vede una promiscuita’ assurda, letti a castello con baldacchini di tende come per creare un minimo di privacy…troviamo solo due persone bianche e come ho detto prima, la maggioranza erano africani. Nessuno che alza lo sguardo, anzi vediamo che sono tutti piuttosto fiacchi e indifferenti. Usciamo di li con un’amarezza infinita, perche’ e’ abbastanza chiaro che quelle persone vengano sfruttate per lavorare (quando c’e’ lavoro) e che appunto lo schiavismo coloniale non e’ mai finito veramente. Le foto non ho potuto farle all’interno ma gia’ dall’esterno e’ molto eloquente (vedere sotto).

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Terzo e ultimo posto si chiama Eastpack e dentro all’ufficio finalmente troviamo un’impiegata, molto scazzata che ci dice di compilare una lista d’attesa perche’ per ora non servono lavoratori. Abbi fiducia in questa gente…che crepi di fame.

Cosi riprendiamo la strada per Tauranga in cui ci fermiamo in un centro commerciale a vedere se ci sono negozi che assumono, Mattia come informatico o commesso in negozi di elettronica e io guardo per figure professionali come massaggiatrice. Ovviamente usciamo delusi, ma prima di varcare l’uscita ci ferma una signora che ci asfissia con l’alito pesante di sigaretta e ci chiede se puo’ farci un sondaggio. Lascio rispondere Mattia perche’ io sono alquanto fusa e al termine dell’intervista ci rilascia un omaggio per prendere un caffe’ al bar. Almeno quello…

Arrivati all’ostello pensiamo di inviare qualche Cv ancora, io cerco tra le varie Spa presenti a Tauranga e ne trovo molte, speriamo che qualcuna si degni di rispondermi.

E ora veniamo alle chicche sgradevoli:

quando entri ai supermercati, negozi, bar, ovunque compri qualcosa insomma, ti chiedono se vuoi la ricevuta, non te la fanno mai automaticamente…poi ci lamentiamo in Italia dell’evasione! Altra schifosa particolarita’ e’ che non avendo monete inferiori ai 10 cent, i prezzi sono spesso messi tipo 2.99 e cosi il resto non te lo danno. Si intascano l’avanzo.

Ultima chicca: Mattia cercando di compilare un modulo d’assunzione si e’ trovato alla  fine una domanda facoltativa: a che razza appartieni? Non ha proseguito oltre!

Ah e ieri mi sono sentita dire da un “fotografo professionista” molto conosciuto nel web, ma non faccio nomi, che le nostre foto fanno cagare, semplicemente perche’ gli ho chiesto se c’e’ modo di guadagnare con la fotografia, magari grazie a una rivista di viaggio e lui ha detto che le foto le comprano solitamente a 50 cent l’una e le nostre non valgono nulla e dovremmo imparare a farle prima di proporle. Cioe’…una persona che gli chiedi un consiglio e ti risponde cosi non e’ ne’ intelligente ne’ professionale e questo gliel’ho detto! Inoltre l’ha presa male solo perche’ gli ho detto che le foto professionali per forza sono belle se si usa il ritocco di Photoshop…l’avessi mai detto. Incazzato mi ha risposto che le foto se non le ritocchi fanno tutte schifo. Molto pieno di se’ insomma. Pero’ penso che se una persona e’ sicura di cio’ che fa e dice non avrebbe bisogno di insultare, o no? E pensare che costui e’ conosciuto perche’ aiuta anche a organizzare viaggi…mah, bell’umilta’.

Ho concluso dicendo che tra le sue foto e le mie comprerei ancora le mie, almeno sono vere e hanno un’anima…le sue ritoccate sono semplicemente finte e dai colori impossibili. Mi sono sentita dire anche che lui mi ha dedicato il suo tempo tentando di farmi migliorare…ah bravo, non sapevo che le persone le si aiuta tramite parolacce e offese.

Insomma, tutto questo per aiutarci ad avere sempe piu’ fiducia nel prossimo, no?

Basta cosi, a forza di arrabbiarmi mi e’ venuta fame. Vi auguro buon sabato dato che noi l’abbiamo gia’ finito e non e’ stato il massimo. Troppi pensieri.

Buona Vita!

P.s.Nella foto vedete come dovrebbe essere Kiwi 360, nulla di ciò che c’è sul cartello è veritiera, pare quasi un luogo di villeggiatura ma in realtà è tipo ghetto. Vergogna assoluta!

 

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