Nuova Zelanda

Benedetto lavoro!

Penserete che oggi era il giorno fatidico…l’inizio del lavoro nella piantagione di kiwi, incuriositi di sapere come e’ andata la giornata lavorativa vero? Aspettative disattese purtroppo, soprattutto per noi. Wilson ci ha mandato l’ultimo messaggio ieri sera dicendo che ci avrebbe avvisati lui stamane per farci sapere se il lavoro iniziava o se a causa del tempo incerto venisse rimandato. Voi avete sentito Wilson? Noi neanche!

Siamo rimasti in ostello fino alle 10.30 per poi decidere di andare direttamente a casa sua. Non c’era e ci ha accolto sua moglie, telefonando lei a Wilson., il quale ha semplicemente risposto che potevamo andare a lavorare. Ci ha detto l’indirizzo (introvabile) e siamo ripartiti.

Penserete che le piantagioni non siano poi cosi lontane no? Invece ci siamo fatti la bellezza di quasi 40 km per raggiungere il campo, dovendo richiamare Wilson per farci dire esattamente dov’era e scoprendo poi che la moglie ci aveva dato l’indirizzo sbagliato. Bene! Giornata di pieno sole e nemmeno ti avvisano dove devi recarti per lavorare. Dopo varie peripezie arriviamo al campo e un ragazzo ci da’ i guanti e ci consegna le borse dove introdurre i kiwi da raccogliere e poi ci mostra un campo dove iniziare. Peccato che siamo partiti disinformati, grazie alla loro disorganizzazione, cosi che non avevamo nemmeno pranzato. Figurati se iniziamo a lavorare! Erano quasi le 12. Abbiamo visto diversi ragazzi a raccogliere i kiwi, molti dei quali indiani o comunque asiatici, fortunatamente ho visto anche qualche ragazza. Ci e’ venuta incontro la figlia di Wilson (potebbe fare la parte di Bud Spencer al femminile tanto e’ fine e aggraziata) rasta ai capelli, piercing e tatuaggi e per finire una bella canna in bocca e risata sguaiata. Una donna che conquista insomma.

Ci ha detto che potevamo iniziare subito. Insomma ci siamo sentiti leggermente presi per il culo, nessuno ti avvisa che iniziano i lavori, senza dirti un orario, senza dirti dove si trova la zona di lavoro. Eppure avevamo mandato un messaggio a Wilson proprio prima di partire. La cosa non ci e’ piaciuta, ma l’importante e’ che paghino e trascorse le 6 settimane adios a todos e si cambia aria.

Cosi dopo aver concordato con la figlia di Wilson (soprannominata da noi la Burina) che aspettiamo qualche messaggio domani e sentirci dire che si inizia a lavorare puo’ darsi alle 10 o alle 11 o alle 12 (precisione infallibile) salutiamo e torniamo all’auto leggermente delusi. Non c’e’ altro da dire, si riparte verso Mt. Maunganui e pranziamo. Il pomeriggio e’ stato decisamente migliore. Passeggiata ultra relax in spiaggia, abbiamo visto conchiglie bellissime, tra cui la Paua (vi rimando al link per leggere informazioni interessanti su di essa) ne ho raccolte due, acqua calma con poche onde (i surfisti infatti non avevano gran da fare), sole forte ma c’era ventilato, profumo di salsedine e tanta voglia di camminare per dimenticare. Poi io quando ho voglia di fare e non riesco a iniziare, ho un serbatoio di adrenalina che devo trovare il modo di sfogare…cosi stasera tanto per cambiare ho pianto. Quando ho bisogno di esternare cio’ che mi rode (ma anche cio’ che mi rende allegra) o scrivo o piango, canto o ballo…sono matta? Forse…

Inoltre abbiamo fatto una capatina alle piscine con annessa area benessere (dov’ero andata a chiedere se gli serviva una beauty therapist) e la padrona e’ stata molto gentile, dicendoci che al momento li alle piscine non servono lavoratori in piu’, specialmente con questa stagione invernale calma con pochi clienti, ma mi ha dato due indirizzi a cui poter chiedere: si trovano entrambi a Rotorua (famosa per i geyser e le terme) dove appunto potrei propormi in questi centri, o ancora in un ospedale, dove fanno anche i massaggi. Mi ha detto che essendo specializzata in massaggi testa e viso, non ho praticamente concorrenza, quindi la strada e’ piu’ facile proprio perche’ non ancora commercializzata…speriamo. Invece nel chiedere a Mattia cosa sa fare, gli ha subito detto che anche suo marito e’ programmatore informatico e ha voluto il numero di Mattia cosi che, nel caso, possa contattarlo per una proposta di lavoro…magari da freelance ovvero anche da casa. E’ bello perche’ qui la possibilita’ di lavorare da casa e’ fattibile, quando ho detto alla tipa che in Italia ti multano mi ha chiesto: “Really?” con gli occhi sgranati.

Poi leggendo i racconti dell’India che scrive un’amica su Fb, mi sono emozionata ancora di piu’. Mi manca quel posto, mi manca tutto, sebbene sia un luogo difficile in cui vivere, la’ ho trovato un modo facile per cambiare mentalita’, l’India guarisce cari miei, non c’e’ dubbio.

La serata si conclude con cena frugale in camera (eh gia’ dopo la piadina e la fettazza di torta al cioccolato del pranzo te credo) e ora siamo pronti per giacere tra le braccia di Morfeo…a presto!

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2 thoughts on “Benedetto lavoro!

  1. Alla faccia della serietà! E per fortuna che all ‘apparenza sembravano persone molto corrette e affidabili. Se non ci sono clausole, rompete il contatto e andatevene subito via lontano da quelle persone inaffidabili Che tristezza tesoro non meritano le tue lacrime . Tranquilla Dio vede e provvede ! 💋

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