Nuova Zelanda

Un passo alla volta

Ecco,il buongiorno col raffreddore. Mannaggia. Non mi è mai venuto per tutto l’inverno italiano e mi viene ora. Comunque,  dopo colazione, abbiamo preso l’auto e siamo andati a vedere la città per portare i 500$ necessari suo mio conto, grazie al quale possiamo ottenere il numero per le tasse e quindi lavorare. La cittadina si presenta carina, moltissimi negozi, e siamo rimasti praticamente tutto il pomeriggio, godendo anche di una passeggiata in spiaggia, sebbene avesse cominciato a piovere (nebulosa umida più che pioggia) e insieme a gabbiani e ad altri uccelli neri col naso a carota, ci siamo assaporati l’aria di mare…che fa starnutire😥.

È  bello vedere che , nonostante la pioggia,  le persone stanno all’aria aperta e fanno attività fisica. Come una donna che correva col passeggino. Jogging & baby. La pioggerellina non è fredda e si cammina tranquillamente senza ombrello. Nessuno ce l’ha. Se pensiamo che da noi in Italy appena piove ci si chiude in casa finché smette…

Vi ricordate quando ho scritto che dovevamo ufficializzare il passaggio di proprietà dell’auto?  Bene, siamo andati in posta stamattina e non ci crederete…l’impiegata postale ha preso il nostro foglietto e l’ha stracciato dicendo che era già a posto così e il passaggio era completato. Smart & easy  no?

Mattia ha telefonato al signore indiano che ci darà lavoro nella piantagione di kiwi, per poter fissare un appuntamento e parlare di come va svolto il lavoro. Inizialmente non ci ha dato molto fiducia perché non rispondeva ai messaggi, così l’abbiamo chiamato dicendogli di inviarci il suo indirizzo e ancora non lo fa, così abbiamo riprovato a inviare un messaggio e infine ci ha dato udienza. Ci ha spiegato che il lavoro è tutta settimana compreso sabato e domenica, la paga va a cottimo e non a ore, si parte da un minimo di 17$. C’è chi lavorando di lena è riuscito a guadagnare 50$ all’ora. Riceveremo un regolare contratto e poi decideremo. Intanto non gli abbiamo detto subito di sì perché domani ci attende un altro colloquio, sempre riguardante il lavoro nei kiwi, con un signore neozelandese. Meglio sentire più proposte prima di accettare. Intanto è un bene che ci siano.

Credo sia quasi impossibile fare i semplici turisti in un posto simile, vanno i soldi troppo facilmente, i prezzi sono maggiorati in ogni cosa e non sempre corrispondono alla qualità effettiva del prodotto, specialmente se si tratta di cibo. Notando che costa di più comprare cibo nei negozi normali, ci siamo recati in un discount famoso qui: il Pack&Save dove abbiamo fatto una spesa dignitosa spendendo 40$ ma ci durerà per un po. Più che altro ci interessava poter comprare della frutta che qui si trova raramente. Un luogo in cui vi sono così tante piantagioni che non ha frutta nei negozi è ridicolo no? Eppure a parte 2 avocado anneriti e 3 kiwi duri non abbiamo trovato. Fuori città in campagna vi sono degli spacci di frutta, ma bisogna farne un bel po di strada.

Per cena pesce fresco e patatine, pensate che costa meno il pesce dell’insalata. Il pesce senza patatine solo 5$ e danno un pezzo davvero grande, polpa bianca e niente scarto. Se si compra il pesce del giorno ci si trova sempre bene col prezzo. Poi si decide se aggiungere anche le patatine o la verdura. Propongono già dei menu completi per chi desidera. Pensiamo sia un ottimo modo per mangiate qualcosa di genuino senza spendere tanto quindi andremo ancora al fish take away.

Nota dolente: come in tutti i Paradisi ci sono anche degli inferni. Qui dietro ci sono le industrie del petrolio e di altri componenti chimici pericolosi. Non vi dico i fumi che buttano fuori tutto il giorno (ma anche di sera si vedono) che formano una nube malsana giallastra nel cielo. Fortunatamente noi non siamo proprio vicinissimi a queste industrie ma comunque sono a qualche kilometro. È triste vedere come il “progresso” in fin dei conti porti marciume ovunque, anche in posti che credi esserne esenti.

Per fortuna però in cambio la Natura è  forte, vince sempre su tutto, ci sono foreste rigogliose e monti percorribili a piedi in cui davvero immergersi. E c’è pure un bell’avviso con scritto che in caso di tsunami, l’evacuazione è su uno di questi monti. Il più alto. Sì perché è un istmo sottile di terra la zona della città.

Ora raffreddata e con la gola secca vado a fare una doccia calda. Veramente delizioso questo ostello, più che altro una guest house lontana dal caos. Buonanotte un bacione 🐦

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